Il noto tutor linguistico Quinti Cirillo ha analizzato le competenze linguistiche della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, esprimendo un giudizio complessivamente positivo ma evidenziando anche alcune criticità. Nel panorama politico italiano, dove la padronanza delle lingue straniere rappresenta spesso un tallone d’Achille per molti esponenti, l’analisi di Cirillo offre uno spaccato interessante non solo sulle capacità della Schlein, ma anche sul livello medio dell’inglese tra i nostri rappresentanti istituzionali.
Secondo l’esperto, che ha esaminato un’intervista in lingua inglese rilasciata dalla segretaria dem, Schlein dimostra di “riuscire a gestire bene un’intervista in inglese, sicuramente meglio della media dei politici italiani”. Un giudizio che, pur nella sua positività, lascia trasparire quanto il livello generale del multilinguismo nella classe politica del nostro Paese sia ancora lontano dagli standard internazionali. Cirillo non nasconde infatti un sorriso ironico quando sottolinea questo confronto, quasi a suggerire che superare la media italiana non rappresenti di per sé un traguardo particolarmente ambizioso.
Entrando nel dettaglio dell’analisi, il tutor individua alcune lacune significative nella performance linguistica della Schlein, che riguardano sia la pronuncia sia il lessico. Queste imperfezioni, pur non compromettendo la comprensione generale del discorso, potrebbero secondo Cirillo “ridurre l’efficacia di un suo discorso di fronte ad un eventuale madrelingua”. Un’osservazione importante, considerando che la capacità di comunicare efficacemente in contesti internazionali rappresenta oggi una competenza fondamentale per chi ricopre ruoli di primo piano nella politica europea.
I voti all’inglese della Schlein
La valutazione tecnica dell’esperto colloca le capacità della segretaria del PD a un livello B2.1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER). Questo livello, che si situa nella fascia intermedia-avanzata, indica una competenza che consente di interagire con relativa scioltezza e spontaneità con parlanti nativi, senza eccessivo sforzo da entrambe le parti. Per contestualizzare, il livello B2 è spesso richiesto per l’accesso a università straniere o per posizioni lavorative in contesti internazionali.
Cirillo si spinge anche a ipotizzare che le competenze della Schlein nella comprensione scritta (reading) e nella produzione scritta (writing) potrebbero essere superiori, collocandosi “almeno su un B2 pieno“. Questa considerazione suggerisce che la segretaria dem potrebbe avere una maggiore confidenza con la lingua inglese quando si tratta di leggere o scrivere, piuttosto che nell’interazione orale diretta. Un fenomeno, questo, piuttosto comune tra chi ha studiato l’inglese prevalentemente sui libri, senza frequenti opportunità di pratica conversazionale.
È interessante notare come il giudizio di Cirillo arrivi con una premessa importante: “Mi limito a valutare ciò che ascolto, senza emettere giudizi assoluti”. Questa dichiarazione riflette l’approccio professionale dell’esperto, che basa la sua analisi esclusivamente su quanto osservato in una specifica occasione, senza pretendere di offrire una valutazione definitiva o generalizzata delle competenze linguistiche della politica. Un atteggiamento che denota rigore metodologico e onestà intellettuale.
Il curriculum di Cirillo
Il background personale di Quinti Cirillo rende la sua analisi particolarmente significativa, essendo lui stesso passato attraverso un percorso di apprendimento linguistico non privo di ostacoli. Come racconta la sua storia professionale, Cirillo ha vissuto un’esperienza “frustrante” in Australia, che lo ha poi spinto a dedicarsi con determinazione allo studio dell’inglese. Questo percorso da autodidatta a tutor professionista gli consente probabilmente di guardare con maggiore empatia p difficoltà linguistiche altrui, comprendendo le sfide che comporta l’acquisizione di una lingua straniera in età adulta.
La crescente popolarità sui social di Cirillo è legata proprio alla sua capacità di rendere l’apprendimento linguistico accessibile e divertente, combinando consigli pratici con analisi delle performance in inglese di personaggi pubblici. Questo approccio ha trovato terreno fertile tra gli utenti italiani, tradizionalmente alle prese con difficoltà nell’apprendimento delle lingue straniere e curiosi di conoscere il reale livello linguistico dei loro rappresentanti politici.
Il caso di Elly Schlein rappresenta un esempio interessante nel panorama politico italiano, dove la conoscenza delle lingue è spesso motivo di dibattito. La segretaria del PD, con il suo background internazionale (è nata in Svizzera da padre americano e madre italiana) e la sua formazione cosmopolita, incarna una figura di politico italiano più aperto alle influenze globali rispetto alla media. La sua capacità di esprimersi in inglese, seppur con le limitazioni evidenziate da Cirillo, rappresenta comunque un elemento distintivo nel contesto nazionale.
Va sottolineato che il giudizio di Cirillo si basa su un singolo intervento pubblico, e potrebbe non riflettere pienamente l’effettiva padronanza linguistica della Schlein in tutti i contesti. La performance in una lingua straniera può variare notevolmente in base a diversi fattori: il livello di stress, la familiarità con l’argomento trattato, il tempo a disposizione per preparare l’intervento, e persino condizioni contingenti come la stanchezza. Un’analisi più completa richiederebbe l’osservazione di molteplici situazioni comunicative.